Equity crowdfunding in Italia – Al via la democratizzazione della finanza

Equity crowdfunding in Italia – Al via la democratizzazione della finanza

Lug 18
Equity crowdfunding in Italia – Al via la democratizzazione della finanza

Anche in Italia il crowdfunding ha ormai cambiato il concetto di “valore”, spostandolo dai capitali alle idee. Esso rappresenta la risposta ottimistica, e significativa, all’attuale difficile situazione socio-economica del Paese. Finalmente, un progetto può essere realizzato anche se non dispone a priori di un budget da impiegare per il suo compimento, in quanto è possibile ricorrere ad un sostegno economico di natura sociale che sfrutta il potenziale della rete e dei social network.

In base ai dati del “CF Industry Report 2013”, è evidente che l’utente/finanziatore tende ormai a riporre maggiore fiducia nel web, fino a scegliere di diventare parte attiva dei processi di concretizzazione di iniziative di ogni genere. Negli ultimi anni, questa forma di finanziamento dal basso ha raggiunto cifre di grande rilievo, la cresciuta esponenziale ha interessato sia il capitale raccolto, che il numero di piattaforme presenti online (più del 60% circa).

A seguito di tale intensa espansione, l’Italia è stata la prima al mondo a dotarsi di una quadro regolamentare chiaro sull’equity crowdfunding, inserendolo nella legge Sviluppo 2.0, e dando il via ad un processo di democratizzazione della finanza che sta già sviluppando un vivace mercato di start up e nuove imprese.

Le novità della regolamentazione sono:

  • Maggiore tutela dei risparmiatori/investitori
  • I gestori devono assicurarsi che le informazioni e la documentazione presentate dalle start up siano chiare e complete e non possono dare consulenza sugli investimenti ai sottoscrittori.
  • Oltre alle banche ed alle Società di intermediazione mobiliare, saranno autorizzati come gestori anche le società con manager non appartenenti al settore finanziario, purché presentino determinati  requisiti.
  • ·         Tutte le start up innovative (vedi requisiti) potranno servirsi del crowdfunding, purché abbiamo un investitore professionale prima della chiusura della campagna.
  • Per investitore professionale si intende: privato, pubblico, fondazioni bancarie ed incubatori di start up

La Consob infine svolgerà un accurato monitoraggio sulle piattaforme di crowdfunding in Italia, ai fini di probabili revisioni future della regolamentazione stessa. Finalmente sogni e progetti potranno essere tutelati e trasformati in realtà, insieme e con un pizzico di fiducia, si contribuirà a rilanciare l’economia del Paese.




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