Perché i conti deposito ci danno un interesse?

Perché i conti deposito ci danno un interesse?

Nov 04
Perché i conti deposito ci danno un interesse?

Negli ultimi anni si è registrata una grande diffusione dei cosiddetti “conti deposito”, che rientrano attualmente tra le prime scelte dei risparmiatori. Tuttavia, quando si parla di banche e tassi d’interesse, se non si ha dimestichezza con l’argomento, si rischia di fare confusione e di sentirsi un po’ disorientati. A proposito di questa particolare forma di risparmio chiamata conto deposito, per esempio, sono molte le domande che si pongono i clienti, soprattutto in caso di offerte che si presentano come molto vantaggiose.

Cerchiamo quindi di comprendere perché i conti deposito ci danno un interesse, pur non chiedendoci nella maggior parte dei casi alcuna spesa in cambio? Per rispondere a questa domanda, è necessario prima di tutto chiarire cos’è il conto deposito e come funziona.

Il conto deposito è una forma di risparmio pensata soprattutto per chi desidera mettere da parte una certa somma di denaro, ricavandone però un certo guadagno. Il conto deposito consente quindi di investire i propri risparmi, senza però complicarsi eccessivamente la vita con l’acquisto di obbligazioni e altre forme di investimento più “complicate”.

Infatti, quando scegliamo di affidare il nostro denaro a un conto deposito, la banca ci consente di tutelarlo e di vederlo crescere nel corso degli anni, grazie all’applicazione di un certo tasso d’interesse. La principale differenza tra il classico conto corrente e il conto deposito, infatti, è legata a questo aspetto. Entrambe le forme di risparmio ci consentono di depositare il nostro denaro, ma soltanto il conto deposito offre la possibilità di ricavare nel corso del tempo un guadagno abbastanza elevato.

D’altro canto, però, il conto deposito prevede anche delle limitazioni. Rispetto al conto corrente, infatti, quando scegliamo di investire in un conto deposito, non possiamo eseguire tutte le transazioni che normalmente si effettuano allo sportello o con le carte di credito.
Le sole operazioni possibili sono quelle legate al conto corrente di riferimento. La banca ha bisogno dunque di una garanzia, per cui consente l’apertura di un conto deposito solo laddove ci sia un’effettiva solidità di base, che solo il conto corrente può per sua natura offrire. Per questo motivo, il titolare del conto deposito potrà compiere versamenti e prelievi essenzialmente dal proprio conto al conto corrente collegato, e viceversa.

Il vantaggio principale del conto deposito, che potrebbe tuttavia destare qualche sospetto iniziale da parte dell’investitore, è legato soprattutto alla sua grande convenienza in termini di spese. I costi di apertura, chiusura, gestione e mantenimento, infatti, sono particolarmente bassi. Inoltre, le banche on line tendono ad azzerare questi costi, in quanto non hanno bisogno di sostenere le spese relative a una o più filiali.
Ma allora com’è possibile che una banca consenta di guadagnare, senza ricevere nulla in cambio? È proprio questo il punto. Pur non essendo un aspetto evidente a prima occhiata, il guadagno della banca è previsto nel contratto.

Quando affidiamo i nostri soldi ad un conto deposito, infatti, sia il nostro ricavato che quello della banca sono collegati proprio al tasso d’interesse. Ciò significa che, depositando una certa somma di denaro, in base al tasso d’interesse stabilito al momento del contratto, ricaveremo un certo guadagno; al contempo, la banca tratterà una parte della somma sulla quale è stato applicato l’interesse, stabilita dalla tassazione dell’interesse.
Per quanto possa sembrare complesso, questo gioco di parole tra tasso d’interesse e tassazione dell’interesse è in sostanza molto chiaro. Il tasso d’interesse è la percentuale di denaro che riceveremo annualmente in aggiunta al nostro denaro originario, mentre, la tassazione dell’interesse stabilisce quanto della somma che spetta a noi in base al tasso d’interesse, verrà invece trattenuta dalla banca. Solitamente questa tassazione si aggira intorno al 20%. Per rendere più chiaro il concetto, cerchiamo di fare un esempio.

Se dovessimo depositare 1.000 euro in banca con un tasso d’interesse del 10%, dopo un anno dovremmo avere a disposizione 1.100 euro totali. In realtà, dal momento in cui la banca deve naturalmente guadagnare qualcosa da questa prestazione, tratterrà il 20% del nostro interesse. Quindi dei nostri 100 euro di interesse maturati, la banca detrarrebbe 20 euro, per cui il nostro guadagno effettivo sarebbe in totale di 1.080 euro. Per quanto possa sembrare complicato, si tratta di un meccanismo abbastanza logico in quanto la banca eroga a tutti gli effetti un servizio al cliente, instaurando un rapporto che consente a quest’ultimo di beneficiare di determinati interessi sul capitale iniziale.




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