La Legge Quadro n°266, dal 1991 al servizio del volontariato

La Legge Quadro n°266, dal 1991 al servizio del volontariato

Apr 01
La Legge Quadro n°266, dal 1991 al servizio del volontariato

In base agli ultimi dati raccolti dall’Istat, nel nostro paese sono attive oltre 6 milioni e mezzo di persone nel volontariato. Delle migliaia di associazioni di cui fanno parte i volontari italiani, la maggioranza è rappresentata da organizzazioni non riconosciute, ovvero prive di personalità giuridica, seguite in misura minore dalle associazioni riconosciute. Una piccola parte è invece costituita da fonazioni da una parte, e cooperative sociali dall’altra.

Negli ultimi anni, complice anche la crisi economica che ha amplificato le situazioni di indigenza e di difficoltà, il mondo del volontariato ha registrato un’impennata di quasi il 30% in termini di realtà benefiche operative in Italia, a testimonianza del fatto che, quando stato ed enti locali non hanno la “forza” o le risorse per fare la loro parte, le persone di buona volontà iniziano a rimboccarsi le maniche a favore del prossimo.

Ma quello del volontariato è in Italia un settore che da sempre costituisce una parte importante della società civile, tanto da meritarsi una legge nazionale ad hoc: si tratta della Legge Quadro 11 agosto 1991, n. 266 che disciplina in ogni suo aspetto il “Terzo Settore”.

La legge quadro, insieme a diverse leggi regionali che la integrano e ampliano, riconosce le attività delle organizzazioni no profit e ne regolamenta l’attività, sancendone diritti e doveri. Un esempio? L’obbligo di assicurare i volontari, che vincola ogni associazione benefica e che rappresenta per i suoi aderenti una tutela fondamentale contro infortuni, malattie e incidenti (responsabilità civile).

 




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