Prurito anale, dalle cause alle soluzioni

Prurito anale, dalle cause alle soluzioni

Lug 03
Prurito anale, dalle cause alle soluzioni

Non è affatto piacevole essere vittime del disturbo del prurito anale, specie quando i sintomi sono prolungati nel tempo. Purtroppo in estate, a causa del caldo e della sudorazione, il problema tende ad accentuarsi e a presentarsi con maggior frequenza; quando gli episodi non sono sporadici bensì continuativi, allora è buona cosa indagare e la figura di riferimento a cui affidarsi è uno specialista in proctologia.

La base di partenza di una corretta diagnosi sta nell’analisi dello stile di vita e, in particolare, di quelle abitudini o comportamenti non corretti che potrebbero aver scatenato il problema. L’alimentazione è, in particolare, l’indiziato numero uno a cui guardare: esistono infatti dei cibi che tendono a irritare l’intestino (es. pomodoro, cioccolato, alimenti piccanti o speziati) e di conseguenza causano fenomeni infiammatori con possibile secrezione di muco.

Parimenti anche il caffè e il consumo eccessivo di alcol e bevande eccitanti potrebbero essere tra le cause del prurito anale oppure determinarne il peggioramento. Se davvero queste fossero le cause scatenanti, allora intervenire su di esse sarà il primo passo per trovare sollievo dal prurito localizzato nella zona dello sfintere.

Non bisogna poi dimenticare quanto sia importante prendersi cura dell’igiene personale, in special modo nei periodi in cui fa più caldo. L’igiene intima deve essere basata sull’utilizzo di saponi a pH fisiologico, acqua tiepida e asciugamani puliti per fare in modo che la zona sia sempre correttamente detersa senza il rischio di irritazioni.




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