Negozi che Comprano Usato Protagonisti nella Crisi Economica

Negozi che Comprano Usato Protagonisti nella Crisi Economica

Ott 29
Negozi che Comprano Usato Protagonisti nella Crisi Economica

A causa di una delle crisi economiche più profonde in cui sono stati coinvolte le economie occidentali europee dell’area euro, le abitudini di acquisto delle persone sono inevitabilmente cambiate. Parallelamente alla diminuzione di vendite dei normali esercizi commerciali stanno crescendo attività che si occupano non più di vendere ma di comprare beni usati. Anche negozi che trattano beni di lusso come i compro oro Firenze, Roma, Torino e di ogni altra città italiana sono tra i protagonisti di questa nuova tendenza di mercato, sostenuti dalle necessità imposte anche dalla lunga crisi economica, il settore è cresciuto a livelli considerevoli. I compro oro per esempio, acquistano beni in oro come i gioielli dai privati, per cederli successivamente in blocco alle fonderie, le quali lo rilavoreranno per rimetterlo sul mercato come oro nuovo in lingotti. Anche se forse è uno dei settori più in vista, non è solo l’oro ad avere un importante mercato di riciclo, altri sono i settori dell’usato che sono cresciuti come quello delle auto usate, che necessita della disponibilità di un notevole parco macchine, anche se questo viene ottenuto in larga parte attraverso la restituzione in sconto per l’acquisto di un auto di nuova immatricolazione. Accanto a quegli più ricchi, esistano comunque tutta una serie di settori che si occupano di acquistare anche beni di minor costo; vestiti, libri, beni tecnologici e altri sono i settori che permettano di racimolare qualche euro a chi li vende e a chi acquista di risparmiare parte del costo rispetto ad un oggetto nuovo, una positiva conseguenza di tali mercati, che non solitamente riconosciuta è l’aspetto ecologico di tali settori che permettano di prolungare la vita di oggetti che sarebbero da considerare da smaltire come rifiuti e invece allungano la loro esistenza e nel lungo periodo diminuiscano la necessità di produrre nuovi beni, molti dei quali di natura industriale.




Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *