Bolletta Luce: Meglio le Tariffe Monorarie o quelle Biorarie?

Bolletta Luce: Meglio le Tariffe Monorarie o quelle Biorarie?

Mar 03

Non sempre attendere la fascia serale per accendere i grandi elettrodomestici può comportare un effettivo risparmio in bolletta. Oggi infatti, quando si cercano le migliori offerte luce e gas, bisogna ricordare che le tariffe biorarie consentono di ottenere un risparmio più contenuto rispetto quello che avviene con le fasce monorarie. Calcolando la spesa media annua di luce per entrambe le tipologie di tariffe, un recente studio ha evidenziato come la soluzione monoraria sia più conveniente rispetto quella bioraria relativamente a utenti con consumi bassi.

Tariffa monoraria e bioraria: le differenze

Una tariffa monoraria di energia elettrica fa si che il costo della luce consumata sia sempre lo stesso, a prescindere dal momento della giornata in cui se ne fa utilizzo. La tariffa bioraria invece, prevede costi diversi che variano in base all’orario in cui se ne fa utilizzo. Tipicamente, la tariffa bioraria prevede tre fasce orario (F1, F2, F3) per le quali la fascia serale o notturna è solitamente la più conveniente.

I profili esaminati

Un esempio di profilo medio di consumatore, relativamente allo studio sopracitato, è quello del single che consuma mediamente 1000 kWh all’anno. Nel suo caso, la differenza media tra la tariffa bioraria e quella monoraria è pari all’8% circa, e dunque un risparmio che può essere ottenuto optando per una tariffa monoraria a prezzo fisso.

Nel caso di una famiglia composta da 3-4 persone invece, il cui fabbisogno energetico si aggira sui 2700 kWh di energia elettrica, il risparmio stimato usufruendo di una tariffa monoraria è di circa il 4,4%. Da notare come la convenienza della fascia monoraria diminuisca con l’aumentare del fabbisogno energetico, sebbene rappresenti ugualmente la soluzione più conveniente.

Ipotizzando invece la situazione di una famiglia particolarmente numerosa, il cui fabbisogno energetico si aggira sui 5000 kWh, il risparmio stimato scende fino al 2,6%. Sebbene marginale, il risparmio sia comunque esistente e si attesta su un centinaio di euro circa l’anno, importo per il quale vale comunque la pena fare una considerazione di questo tipo.

Tenere a mente queste considerazioni servirà a scegliere in maniera più oculata la tariffa più adatta, in base al numero di componenti del nucleo familiare e considerando anche le abitudini di utilizzo dell’energia elettrica di ciascuno.




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