Ruolo dell’Oro e del Dollaro in Economia

Ruolo dell’Oro e del Dollaro in Economia

Apr 30

Il ruolo dell’oro non ha mai smesso di essere primario anche nella economia e nella finanza moderna, sebbene in alcune fasi sia stato celato o tenuto dietro le quinte, l’importanza del prezioso metallo giallo non è mai diminuita anzi è stata costantemente confermata dagli eventi economici e finanziari che si sono susseguiti.
Attualmente l’oro può essere acquistato e venduto, come investimento, senza essere assoggettato al regime iva, una particolarità che soprattutto in paesi come l’italia già fa comprendere in modo esaustivo quanto il sistema tratti tale bene con un occhio di riguardo.
Per oro da investimento si intendono lingotti o monete da investimento certificate e riconosciute che devono corrispondere a determinati parametri di purezza.
Questi si acquistano e si vendono liberamente anche presso attività come questo compro oro Firenze, su queste operazioni vige la stessa regola dei normali investimenti su altri asset che obbliga al pagamento solo su eventuali plusvalenze, sulle quali viene calcolata una percentuale da pagare allo stato.
Ma a confermare l’importanza del ruolo dell’oro come bene primario nel mondo economico e finanziario globale non è certo la tassazione che viene applicata dai vari stati.
Limitandosi a parlare dell’epoca moderna che in questo articolo prendiamo in considerazione a partire dal periodo successivo alla seconda guerra mondiale vediamo come il prezioso metallo giallo sia stato sempre protagonista in modo più o meno evidente.
Alla conferenza di Bretton Woods il dollaro americano venne accettato come valuta di riserva mondiale proprio grazie alla sua convertibilità con l’oro, che in quell’occasione fu fissata a 35 dollari oncia.
La convertibilità con tra dollaro e oro duro fino al 1971, quando per voce del presidente Nixon gli Stati Uniti smisero di garantire la convertibilità.
Questo accadde ufficialmente per alcuni fatti come la guerra del Vietnam che necessitava di una quantità di dollari enorme che non potevano essere garantiti dalle riserve auree americane.
A prescindere da questi fatti e da altri era palese che il sistema di convertibilità tra una valuta come il dollaro ed il prezioso metallo giallo fosse un freno alla nascita del mondo finanziario moderno che necessitava di una mole valutaria infinitamente più alta di quella che poteva essere garantita dall’oro.
Le speculazioni finanziarie necessitavano di una immissione di denaro che non poteva essere collegato ad un bene scarso come l’oro.
Una volta eliminata la convertibilità con il prezioso metallo giallo, gli Stati Uniti dovettero cercare un altro bene su cui appoggiare la credibilità del dollaro.
Inizia così un cooperazione tra i paesi arabi produttori di petrolio ed il governo americano che diede vita a quello che viene definito come petrodollaro.
In questo accordo il ruolo degli Stati Uniti lo si può definire come protettore degli interessi dei paesi arabi che avevano aderito all’accordo opec del 1974.
Da quel momento inizio un nuovo tipo di finanza molto più libera rispetto a quella che veniva definita come Gold Standard.
Il nuovo sistema pur permettendo una forte crescita espansiva delle immissioni valutarie non garantiva la stabilità di un sistema che comincio ad andare incontro a crisi cicliche di ogni tipo da quelle puramente economiche a quelle politiche, sociali e militari.
Ad oggi ufficialmente questo sistema non è ancora stato dismesso ma di fatto lo si può considerare abbandonato.
La fase in cui siamo adesso è quella in cui si cerca il modo di ufficializzare un nuovo sistema economico, un cambiamento che si vuole giustificare con la necessità di un reset che prevede una forte componente green.
La forte impronta green che si vuole imporre a livello politico dovrebbe evitare che il nuovo sistema possa nuovamente basarsi sul petrolio come bene di appoggio per la finanza futura.
Questo potrebbe aprire nuovamente la possibilità ad un ritorno ad un sistema basato sull’oro che essendo piuttosto scarso e controllabile potrebbe portare un po di stabilità in un futuro sistema finanziario.
Un ritorno al passato che non deve ne meravigliare ne preoccupare in quanto le fasi di espansione e contrazione sono cicliche e si ripetono nella storia in modo assolutamente naturale.
L’alternanza delle politiche economiche è un modo semplice e razionale per bilanciare gli effetti negativi che ogni tipo di fase economica e finanziaria si porta inevitabilmente con se.




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